“Cari malati di cancro, ecco quanto costate”

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In casi come quelli che riguardano i malati di cancro, tatto, delicatezza e anche buon senso dovrebbero essere normali, ma evidentemente non la pensano così alla Usl di Belluno, dove in calce ai referti i pazienti leggono l’ammontare delle spese sostenute dall’azienda per le cure. Se la pratica può anche passare inosservata quando si tratta di interventi di ortopedia o per altre prestazioni, di certo i malati di cancro che si ritrovano davanti il costo – ovviamente esoso – delle prestazioni a cui vengono sottoposti non lo trovano esattamente un buon modo di agire. Il caso è stato esposto così da alcuni pazienti ed è arrivato al tribunale del malato che ora chiede all’azienda sanitaria di cancellare almeno per i malati sottoposti a cure oncologiche quell’appunto presente sui referti.

Nelle scorse settimane, alcuni malati di cancro afferenti all’Istituto oncologico veneto con sede a Padova avevano denunciato di essere spediti quotidianamente all’ospedale di Negrar, in provincia di Verona, per sottoporsi a prestazioni di radioterapia. In pratica, ogni giorno – a causa della mancanza di disponibilità allo Iov che pure è centro di riferimento regionale tanto che compie annualmente 42mila sedute radioterapiche – tanti pazienti dovevano farsi 220 chilometri tra andata e ritorno per Negrar. Luigino Zuin della Uil Fpl di Padova aveva parlato di “cosa vergognosa”. Il sindacalista denunciava infatti: “Lo Iov vanta alte competenze ma non può essere ospitato in una struttura talmente stretta e inidonea da poter essere un casinò o un albergo, non certo un ospedale che tratta pazienti così delicati. Non c’è fisicamente posto, per questo si è costretti a cercare alternative, anche lontano, troppo lontano”.

(www.direttanews.it)


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