Vive per tre settimane chiusa in casa con accanto il corpo della figlia

Vive per tre settimane chiusa in casa con accanto il corpo della figlia. La triste vicenda, è venuta alla luce dopo che i vicini hanno chiamato i vigili del fuoco, a causa del cattivo odore che fuoriusciva dall’appartamento.

La giovane Natalia di soli 24 anni circa un anno fa, abbandonò la casa coniugale, quando la sua bimba aveva solo tre mesi. Il papà della bimba aveva da subito intrapreso una battaglia legale, in quanto la moglie si rifiutava d fargli vedere la figlia

LA VISITA MANCATA

Secondo le disposizioni del tribunale, la donna, aveva l’obbligo di far incontrare a giorni alterni la bimba con il padre. Purtroppo quando il papà si è presentato a casa della moglie per far visita alla piccola Amelka, la porta di casa non si aprì

L’uomo attese, pensando che la madre avesse portato la piccola a spasso. Purtroppo la cosa si ripetè per ben altre 12 volte. L’uomo fece presente la cosa in tribunale e denunciò la moglie per il mancato rispetto dei patti stabiliti dinanzi al giudice.

Lo sfogo della suocera

Il suo comportamento è cambiato dopo il parto. Non voleva la vicinanza di suo marito, non voleva l’aiuto della sua famiglia. È diventata indifferente e introversa. Pensavamo che si trattasse di depressione postpartum, ma lei non ha voluto e si è sempre rifiutata di farsi vedere da un medico.

Le abbiamo provate tutte, ma alla fine visto che sembrava stare bene e curare la figlia, abbiamo lasciato che fosse lei a decidere della sua vita.

La tragedia

Le autorità quando si sono recate nel palazzo hanno chiesto ad una vicina se la donna viveva lì e  lei risposte: “Si, Natalia, vive qui con la sua bimba, ma pensiamo sia partita, sono settimane che non la vediamo e non si sente”. Tutti credevano che la donna si fosse allontanata e il cattivo odore fosse dovuto a qualche animale che era rimasto prigioniero in casa.

Quando la polizia ha fatto irruzione nel suo appartamento, la donna era in un evidente stato mentale alterato e fisicamente non aveva neanche la forza di parlare o muoversi. Per tre settimane, dopo aver ucciso la figlia si era rintanata nell’appartamento ed era rimasta accanto alla bimba.

Il procuratore

“Supponiamo che abbia compiuto il folle atto il giorno della visita del marito. Non conosciamo ancora le ragioni. Stiamo aspettando esami dettagliati dall’autopsia”, ha dichiarato  Iwona Czerwonka-Rogoś, capo del procuratore distrettuale di Krosno.

 

Poi ha continuato: “Comunque se ci fosse stato un incidente, la reazione naturale della madre sarebbe stata quella di chiedere aiuto, e lei non l’ha fatto ! Comunque l’interrogatorio della donna non è ancora possibile a causa del suo stato mentale”

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